Come orientarsi nella scelta del cane

Prendere un cane da cucciolo è una grossa gioia ma anche un grosso impegno. Quello che diventerà da adulto sarà la somma di tutte le nostre scelte e anche dei nostri “errori”, seppur involontari, nonché delle scelte fatte prima che arrivasse da noi. Per il benessere del nostro cucciolo, che sia un incrocio o un cane di pura razza, è fondamentale capire come viene allevato dalla mamma cane e dal proprietario della femmina (professionista o privato che sia). La mamma cane per poter crescere dei cani equilibrati ha l’esigenza di vivere una vita serena. Gli stress, che subisce in gravidanza e durante l’accudimento dei suoi cuccioli, incidono negativamente sui cuccioli stessi (e poi ci chiediamo come mai il nostro cane è così agitato!). Per vita serena, intendo una vita dignitosa da cane, e vi ricordo i bisogni di un cane sono:

1. sentirsi al sicuro;

2. mangiare, bere, dormire adeguatamente: un cane per non essere stressato ha bisogno di dormire 17 ore al giorno;

3. fare i bisogni;

4. fare parte di un gruppo (famiglia);

5. esplorare cose e ambienti nuovi;

6. giocare, giochi intelligenti e attività di lavoro di fiuto;

7. fare passeggiate in posti naturali, ogni giorno.

La mamma cane che fa una vita serena, ha la possibilità di fare al meglio il suo lavoro di genitore e di insegnare tante cose ai cuccioli. Il proprietario della femmina inoltre dovrà fare la sua parte nella crescita della cucciolata gestendo l’ambiente in modo positivo ed equilibrato. Sarà suo compito, inoltre:

-       permettere graduali e positive esperienze dei cuccioli con: rumori, oggetti, altri cani, altri animali (gatti, cavalli), umani adulti/bambini, ambienti diversi, superfici diverse (erba, ghiaia, piastrelle …) ecc…;

-       dare il cucciolo a persone adeguate e responsabili;

-       affidare il cucciolo ai nuovi proprietari non prima di 70 giorni di vita.

Le persone che allevano cani in questo modo, esistono; bisogna volerle trovare e non fermarsi al primo “sconto sull’acquisto del cucciolo” che ci viene offerto. Cerchiamo di capire veramente come stanno e che vita fanno i cani che andiamo a vedere. A livello etico, ritengo che non possiamo incrementare il giro d’affari di chi fa soldi sulla sofferenza fisica e/o psicologica degli animali. La scelta è vostra. La mia è quella di stare dalla parte dei animali.

Articolo redatto da Sonia Sembenotti e pubblicato dal Corriere del Trentino/Alto Adige