FERMIAMO IL TRAFFICO DEI CUCCIOLI DALL’EST EUROPA!!!

I cuccioli non sono merce. Per il prossimo Natale vorrei che si fermasse il traffico di cani e gatti dall’Est Europa.

Il mio desiderio nasce dalla rabbia di vedere sempre più spesso cuccioli di varie razze acquistati da commercianti senza con pochi scrupoli, incuranti del fatto che questi animali sono più portati ad avere problemi di salute e di comportamento.

Perché succede questo? Per guadagnare di più sulla compravendita di animali.

I cuccioli dall’Est sono allevati in condizioni igienico sanitarie non adeguate, le fattrici sono sfruttate al massimo e non vengono rispettati i tempi di pausa necessari tra una gravidanza ed un’altra. I cuccioli, una volta nati, vengono separati troppo presto dalla mamma per farle perdere il latte e farla tornare presto “operativa”. E’ oramai risaputo che sia un cucciolo di cane che di gatto ha bisogno di stare con la madre per almeno dieci settimane (settanta giorni). In questo periodo il cucciolo, vivendo con i fratellini e la mamma, imparerà anche il comportamento sociale. Se la mamma è stata a sua volta tolta dalla madre troppo presto, avrà difficoltà ad essere una buona madre per i suoi cuccioli, e si crea una catena negativa. La separazione, a trenta o al massimo quaranta giorni, incide sul carattere del cucciolo rendendolo stressato e di conseguenza pauroso e nervoso. Non dimentichiamoci che questi cuccioli sono acquistati sulle piazze dei paesi dell’Est, come al mercato, e caricati su camion dove viaggiano per giornate intere senza cibo né acqua. Quelli che sopravvivono vengono venduti anche nei negozi, messi in bella mostra e acquistati da qualche persona che non conosce gli animali.

I negozi che stanno dalla parte degli animali scelgono coraggiosamente di vendere solo cose e non esseri viventi, inoltre gli articoli in vendita sono selezionati con il criterio che si vende solo quello che fa stare meglio gli animali. Se le persone si rendessero conto, non comprerebbero cuccioli “da vetrina” perché saprebbero che per gli animali questo non va bene. E per favore non ditemi, “tanto se non lo prendevo io, lo avrebbe preso qualcun altro”. Se non c’è domanda l’offerta si riduce. Siamo responsabili di quello che facciamo e contribuiamo a fare.

Gli animali non sono giocattoli e non sono oggetti, sono esseri viventi.

Se volete andare a fare un giro per negozi limitatevi a comperare un maglione nuovo. Volete fare un regalo? Evitate, per favore, di prendere un animale. La scelta di vivere con un animale deve essere presa dal diretto interessato che si rende responsabile di modificare la sua vita per accudire un cane per i prossimi quindici anni o un gatto per i prossimi venti.

 

Articolo redatto da Sonia Sembenotti e pubblicato dal Corriere del Trentino/Alto Adige