La comunicazione con il cane I SEGNALI CALMANTI

In tutto il mondo è conosciuto il lavoro e lo studio di Turid Rugaas sui segnali di calma dei cani. Purtroppo sono ancora troppo poche le persone che li conoscono e li usano per comunicare con i loro animali. Dallo studio di Turid Rugaas, sappiamo che i segnali di calma sono segnali “ereditati” dai lupi, che li usano per interrompere le aggressioni tra loro. Per diverso tempo si è pensato che i cani avessero perso questo modo di comunicare, ma lo studio ha permesso di codificare circa trenta segnali. I nostri cani usano questo linguaggio principalmente  per calmare se stessi e per calmare gli altri.

“Tutte le razze del mondo – non importa quale taglia, colore o aspetto abbiano – li hanno”, scrive Turid Rugaas. I segnali calmanti sono la lingua universale dei cani!

Ma la cosa sorprendente è che noi stessi possiamo usare i segnali nella comunicazione con il cane!

In ogni situazione dove c’è “qualcosa da calmare”…i cani li utilizzano.

E noi umani come rispondiamo? Spesso, non capendo la situazione! Magari pensando di avere un cane testardo, poco intelligente o “dominante”.

Prima di parlarvi di un segnale specifico, vorrei ricordarvi che i cani condotti con collari, non possono comunicare in modo adeguato, e corrono tra l’altro il rischio di avere danni fisici alla colonna vertebrale. Rinnovo quindi il consiglio di portare i cani con pettorina e guinzaglio lungo tre metri.

Cominciamo questo viaggio nella lingua dei cani con il segnale di girare la testa dall’altra parte.

Possiamo notare questo segnale nell’incontro di due cani, ma anche fra un cane e una persona. Il segreto è imparare ad osservare e cogliere le situazioni.

Due cani si trovano molto vicini e, come nel disegno, iniziano a “parlare” ed a dirsi “sono un cane gentile ho intenzioni pacifiche” e l’altro cane risponde “anch’io ho intenzioni pacifiche”. Il nostro cane può farlo anche quando ci avviciniamo molto o addirittura lo abbracciamo (azione che i cani non gradiscono molto). Questo modo gentile di porsi, vorrebbe una risposta gentile da parte nostra, come voltarsi di lato o muoversi lentamente e allargare la distanza…e invece noi stiamo lì. Il cane si sente sempre più sotto pressione e, se ne ha la possibilità, cerca di allontanarsi, noi lo interpretiamo in modo errato come cane testardo o disubbidiente. Niente di tutto questo. Il nostro cane ci sta parlando e si aspetta che noi gli rispondiamo adeguatamente. Volete imparare questo linguaggio? Ecco un piccolo esercizio: quando state per incontrare un cane,  rallentate i vostri movimenti e girate la testa e parte del corpo di lato. Non toccate il cane e semplicemente state a guardare. Per poter imparare il linguaggio dei cani dovete fare tanto esercizio di osservazione, ed in questo caso gli umani sono gli allievi ed i cani i professori. Buona lezione!

Articolo redatto da Sonia Sembenotti e pubblicato dal Corriere del Trentino/Alto Adige