LA RELAZIONE CON I CANI – UBBIDIENZA?!?

La relazione è un concetto difficile da spiegare. È qualcosa che si instaura tra voi e l’animale, con quel particolare soggetto ed è qualcosa di unico. Non ha nulla a che vedere con l’ubbidienza.

Immaginate la scenetta di un capo ed un suo subalterno, il capo da un ordine che viene eseguito prontamente; queste persone hanno una buona relazione? Come fate a dirlo? Il dipendente ha eseguito l’ordine per varie ragioni, per senso del dovere, per evitare spiacevoli conseguenze, per salvaguardare il posto di lavoro, per ambire ad una promozione, ecc… Ci sono vari motivi perché qualcuno esegue un ordine, ma non riguardano la relazione. La relazione prevede che le due parti siano in comunicazione, e che ci si ascolti e rispetti quello che l’altro ha da dire. In una situazione come la scenetta, potrebbe capitare che il capo dice al suo subalterno (che nella vita privata ad es. è suo figlio) di eseguire un ordine, e magari questi non lo fa discutendo con il suo capo/genitore. In questo caso la relazione influisce, perché i soggetti possono confrontarsi.

Ci sono persone che hanno un’ottima relazione con i loro animali, ma può capitare che quando li richiamano ci mettono un pochino di tempo a tornare.

Ci sono persone che hanno un animale “superaddestrato” che torna subito al richiamo, ma può capitare che non hanno una buona relazione.

Vedo nel rapporto con gli animali una comunicazione a senso unico: io dico, tu fai. Perché non proviamo a metterci in discussione? Perché non proviamo ad imparare a sentire cosa hanno da dire gli animali? Ogni animale è unico e come tale deve essere considerato.

Per avere una buona relazione con un animale non possiamo applicare qualcosa che abbiamo letto o ci è stato riferito, ogni situazione è particolare e le “regole da seguire” possono variare molto, rimane costante gestire con buon senso la situazione e voler comprendere l’animale in quanto soggetto e non oggetto. In una famiglia umana non ci stupiamo se due fratelli hanno caratteri diversi, e quindi non aspettiamoci che un animale sia la fotocopia di qualcun altro solo perché ha lo stesso colore di mantello.

Apriamo la nostra mente a capire l’etologia degli animali, il loro sistema di comunicazione e le loro necessità.

Apriamo il nostro cuore a cogliere le sensazioni e le emozioni che provano gli animali.

Scritto da Sonia Sembenotti e pubblicato sul Corriere del Trentino / Alto Adige