Pet therapy… chi ne trae vantaggio?

Questa settimana vorrei affrontare con voi l’argomento della pet therapy. La pet therapy significa terapia con animali domestici e sta avendo larga diffusione nel mondo assistenziale. In questi ultimi anni le istituzioni hanno manifestato maggiore sensibilità all’argomento, e così c’è parecchia offerta di corsi per poter lavorare in quest’ambito. Come tutti i fenomeni in espansione, aumenta l’offerta e si abbassa la qualità.

Voglio dire che ci sono corsi di tre giorni per diventare operatori di pet therapy e francamente non sono una cosa seria. Provate a pensare di fare un corso di un fine settimana su un argomento e poi, sinceramente, chiedetevi se siete in grado di rendere a livello professionale ciò che avete imparato. Ma siamo in Italia, paese di televendite e cartomanti, e quindi i super esperti spopolano. La questione che io mi pongo sulla pet therapy è questa: che vantaggio ha l’animale a lavorare per fare terapia? Numerose volte mi sono fatta questa domanda e faccio fatica a rispondermi. Certo, si può motivare l’animale con il gioco o con il cibo e così durante la seduta di terapia riceve delle ricompense. Ma se è vero che accarezzare un animale abbassa lo stress delle persone, qualcuno ha mai pensato quanto stress porta all’animale stesso?

Non ditemi, per favore, che i gatti o i cani amano essere accarezzati da tutti e magari in qualsiasi modo e in qualsiasi momento. Gli animali impiegati in pet therapy stanno lavorando per il loro conduttore, e specie i cani, prendono molto sul serio i lavori che gli sono affidati. Gli animali che lavorano in questi protocolli spesso sono stressati. Potete dirmi che però portano molto beneficio a persone in difficoltà e vi do ragione. Ma io sono per il benessere degli animali, e così sono dell’idea che è possibile creare forme più adeguate di vicinanza con gli animali senza che questi ne siano schiacciati dal peso della prestazione che è loro richiesta.

Stesso discorso vale per le famiglie che, senza nessuna passione per gli animali, prendono cane o gatto per un familiare in difficoltà. Sicuramente, l’intenzione è la migliore possibile ma forse non si valuta abbastanza che l’animale è un impegno grosso già per una persona che lo sceglie coscientemente. L’animale ha la caratteristica di tirar fuori il meglio e il peggio delle persone. Se c’è un problema, statene certi che con l’animale viene fuori. Ho visto bambini picchiare cuccioli per futili motivi, ed i genitori non intervenire “perché il bambino ha problemi”. A queste persone dico che maltrattare gli animali è un reato penale. Se pensavate di prendere un peluche avete sbagliato acquisto. Avete preso un essere vivente e come tale va rispettato.

Scritto da SONIA SEMBENOTTI e pubblicato sul Corriere del Trentino e Corriere dell’Alto Adige